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Prodotti tipici: Marrone di Marradi: polenta di farina di marroni, ballotte, bruciate e frittelle.

Immerso nella selvaggia bellezza dei boschi del Mugello, Marradi custodisce una storia secolare e ricca di aneddoti che aspettano solo di essere scoperti. La cittadina, attraversata dal fiume Lamone, è situata sul versante romagnolo dell’Appennino, ma rientra nella provincia di Firenze.

Marradi rivestì nell’antichità una notevole importanza grazie alla sua posizione strategica: era un crocevia rilevante per i viaggi ed il commercio, grazie all’attraversamento della strada romana che, provenendo da Firenze, giungeva a Faenza.

Una terra così suggestiva, ricca di castagneti secolari e dalle acque limpide, non poteva che essere d’ispirazione anche per un poeta come Dino Campana, nativo di questa terra, che approfittò della bellezza selvatica che lo circondava per comporre i suoi versi epici. All’autore dei “I canti Orfici” è dedicato il Centro Studi Campaniani, che sorge a Marradi, e si impegna in numerose attività volte a tutelare la memoria ed il lavoro del grande poeta.

Altri luoghi d’interesse sul territorio sono gli edifici che costituiscono il centro storico di Marradi: Palazzo Torriani, risalente al XVI sec. ed ora completamente restaurato, la Chiesa di San Lorenzo, il Teatro degli animosi, perla del settecento. Fuori dal centro abitato merita invece una visita la Rocca di Castiglioncello, raggiungibile tramite un percorso di minima difficoltà.

Qui, dove i castagneti dominano il paesaggio e i marroni sono l’emblema della tradizione culturale, rurale e gastronomica locale, si snoda la Strada del Marrone del Mugello di Marradi. Il castagno, con i suoi frutti, ha sfamato per secoli le genti della nostra montagna, che, in segno di riconoscenza, lo hanno soprannominato l’Albero del Pane. Fino a non molti decenni fa infatti, l’attività di ogni famiglia ruotava per quasi l’intero anno attorno alla cura meticolosa dei castagneti, in funzione della raccolta nel mese di ottobre, e l’alimentazione della nostra popolazione era pressoché costituita dalla polenta di farina di marroni, dalle ballotte, dalle bruciate e dalle frittelle.

Le prime notizie della coltivazione del castagno risalgono all’Alto Medioevo e il periodo di massimo sviluppo all’epoca della Contessa Matilde di Canossa (1046-1115), che indicò nel sesto matildico, la corretta distanza di impianto fra un castagno e l’altro.
L’industrializzazione e il conseguente abbandono delle montagne ne hanno invece compromesso l’intrinseco valore, numerosi castagneti furono inglobati dal bosco, mentre la concomitante incidenza di una serie di malattie ne ridusse drasticamente il numero.

Fortunatamente dagli anni ’80, Marradi, Terra del Marron Buono e punta di diamante dell’IGP del Mugello, ha potuto assistere a un rinnovato interesse per la castanicoltura locale, contrassegnato dal recupero dei suoi castagneti secolari e dalla valorizzazione della qualità dei suoi marroni, riconosciuta a livello internazionale come la più alta e sempre più apprezzata sul mercato.

L’amore per questa pianta e la volontà di creare un progetto organico che ne valorizzasse appieno l’intera filiera, hanno portato alla nascita della Strada del Marrone del Mugello di Marradi, che coinvolge tutto il territorio del Comune di Marradi e propone al turista “un vero e proprio viaggio” attorno al castagno.

I sentieri inerpicati di questa parte di Mugello furono attraversati anche da Giuseppe Garibaldi, che trovò nella boscaglia fitta un nascondiglio e una via di fuga dagli austriaci.

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