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Vini: Chianti Classico Annata, Riserva o Gran Selezione.

La strada del Chianti Classico esiste da sempre. Nei secoli ha ceduto il passo a etruschi, romani, agli eserciti contrapposti di Firenze e Siena che nel medioevo si sono affrontati per la sua conquista.

La Strada del Vino e dell’Olio Chianti Classico ha il suo asse portante: nella   Chiantigiana, che, attraversa tutto il territorio e  passa prima per Greve in Chianti, con la sua caratteristica “piazza mercatale”, poi per Panzano, con la Pieve di S.Leolino, quindi per Castellina , per Fonterutoli  e infine per Siena.

Gran  parte del percorso della Strada  è costituito dal reticolo delle strade che collegano i centri più grandi ai borghi ed ai castelli, come quella che porta a Radda in Chianti, già capoluogo della Lega del Chianti, e poi al Castello di Brolio, dove Bettino Ricasoli dettò la “ricetta” del Chianti.

Percorrendo la Strada si possono  effettuare visite guidate alle cantine e compiere esperienze di degustazione di vini, olio e salumi; nei ristoranti e nelle osterie si possono assaggiare le specialità della cucina chiantigiana.

I comuni che ne fanno parte: Barberini Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Poggibonsi, Radda in Chianti, San casciano Vl di Pesa, Tavernelle val di Pesa, sono tutti ricchi di storia, castelli e borghi medioevali, con reperti archeologici etruschi e romani, che sapranno dare emozioni uniche.

La leggenda narra che nel periodo medievale, per porre fine alla continue dispute tra Firenze e Siena che si contendevano il territorio del Chianti e stabilire il confine, venne adottato un bizzarro sistema. Si convenne di far partire dai rispettivi capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel loro punto d’incontro. La partenza doveva avvenire all’alba e il segnale d’avvio sarebbe stato il canto di un gallo. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono per uno nero, che tennero chiuso in una piccola e buia stia pressoché digiuno per così tanti giorni da indurlo in un forte stato di esasperazione.

Il giorno fatidico della partenza, non appena fu tolto dalla stia, il gallo nero cominciò a cantare fortemente anche se l’alba era ancora lontana. Il suo canto consentì quindi al cavaliere di Firenze di partire Immediatamente e con grande vantaggio su quello senese, che dovette attendere le prime luci del giorno, quando il suo gallo, cantando regolarmente, gli permise di partire. Ma il notevole ritardo fece si che il cavaliere senese percorse solo dodici chilometri in solitudine, poiché a Fonterutoli incontrò l’altro cavaliere.

Fu così che quasi tutto il Chianti passò sotto il controllo della Repubblica Fiorentina, molto tempo prima della caduta di Siena stessa.

 

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